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Un fermo a Policoro per gli spari contro uno studio notarile

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca, In Primo Piano

carabiniri policoro

Un fermo a Policoro per l’episodio dei colpi di arma da fuoco sparati contro l’ufficio di un notaio nel centro jonico lo scorso 26 gennaio.

Il provvedimento, emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Potenza, è stato eseguito giovedì mattina dai Carabinieri della locale Compagnia nei confronti di un uomo di 39 anni accusato di tentativo di estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso; e di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi da sparo.

Le indagini, svolte dalla Compagnia Carabinieri di Policoro, e coordinate dalla Procura distrettuale Antimafia, sono state condotte attraverso investigazioni tradizionali, escussione di testimoni, intercettazioni ed hanno portato, in tempi rapidi, ad individuare l’autore della tentata estorsione nei confronti del 39enne notaio con studio a Policoro.
Il fatto contestato, per le sue modalità ha suscitato particolare e giustificato allarme in quanto l’azione è stata commessa attraverso un attacco armato, eseguito dal Guerra, presso lo Studio notarile in questione, che veniva raggiunto da una gragnuola di colpi d’arma da fuoco che attingevano prima la porta dello studio, poi l’insegna con lo stemma della Repubblica ivi presente e infine lo stesso stabile in diverse parti, seminando terrore, posto che la zona ove è avvenuto l’episodio, a quell’ora di quel giorno, erano le ore 21 di un sabato, era particolarmente frequentata dalla popolazione locale, come luogo d’incontro, transito e svago essendoci anche bar aperti.
Le attività hanno consentito di chiarire anche il movente alla base del gesto criminale: il notaio avrebbe osato acquistare ad un’asta giudiziaria una villa Sita in Tursi, località Pane e Vino, che era di proprietà della famiglia del fermato.
Questo affronto non veniva perdonato ed l’uomo pretendeva una restituzione del bene alla propria famiglia, senza corrispondere al Notaio Plasmati neanche il prezzo che costui aveva, a suo tempo, pagato per rilevare l’immobile all’asta giudiziaria.
I reati contestati all’indagato sono:
Tentata estorsione e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso (artt. 635, 56, 629 e 416-bis.l c.p.);
detenzione illegale e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo (artt. 12 e 14 Legge 497/1974);
Le investigazioni proseguono e sono suscettibili di ulteriori sviluppi ai fini della identificazione di eventuali complici.

Procura Distrettuale Antimafia

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