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“Tagliare altri costi ma garantire la spesa sociale”

Scritto da Emmenews on . Postato in Politica

ospedale

“La Regione Basilicata, con Legge Regionale (L.R.) 26.7.1982, n. 22 ha istituito le “Provvidenze in favore dei cittadini affetti da talassemia” e ogni anno, con propria delibera regionale, ha sempre provveduto a rideterminare i limiti di reddito, minimo e massimo, per l’accesso ai benefici economici.
Con la Legge di Stabilità 2015 si riduce drasticamente la platea dei beneficiari dei contributi”.

A sottolinearlo è, in una nota, il consigliere provinciale Gianluca Modarelli.

“Con l’articolo 21 della finanziaria 2015 – prosegue Modarelli – è stato disposto che a partire dall’anno 2015 le provvidenze economiche possono essere erogate agli assistiti aventi un reddito familiare inferiore a 14.000 euro annui.

La normativa precedente, invece, si basava su tre scaglioni:

1) fino a fino a € 26.506,00, con un contributo mensile di € 238,00;
2) A partire da € 25.507,00 sino alla soglia di € 31.950,00, con contributo mensile di € 119,00;
3) oltre € 31.950,00, nessun contributo.

Limiti rivalutati anno per anno dalla Giunta.

Con la modifica apportata dall’art. 21 in parola, invece, il primo scaglione reddituale va da 0 a € 5.000, con un contributo di € 240; il secondo da € 5.001 a € 10.000, con u contributo di € 120; il terzo da € 10.001 a € 14.000, con un contributo di € 60.

È evidente l’iniquità di tale situazione.

In tale contesto, si rende assolutamente necessario ripristinare i parametri vigenti prima dell’entrata in vigore della legge di stabilità ed allargare la platea anche a quelle persone che soffrono di malattie rare.
La salute e la vita dei cittadini non può e non deve essere messa in pericolo neanche in periodi di austerity come questo ne tantomeno diventare l’elemento sul quale effettuare limitazioni di spesa o Patti di Stabilità, perché siamo di fronte ad un grave disagio che coinvolge non solo i soggetti affetti dalle patologie di cui alla suddetta normativa, ma anche le loro famiglie. Non si possono chiudere gli occhi e alzare le spalle dinnanzi a tale problema.  Non si può aggravare la posizione di gente che tutti i giorni è costretta a combattere con la propria malattia lasciandola sola ad affrontare anche la gravosa spesa economica relativa alle cure necessarie.

Troppo spesso la politica dimentica il vero ruolo di portavoce delle istanze e delle esigenze dei cittadini e ricorda di dare priorità solo a inopportuni equilibri tra partiti, in una logica che allontana sempre più la politica alla reale vita, alle reali esigenze del proprio territorio.
La mia proposta – conclude Modarelli– è quella di tagliare qualche altra voce in bilancio ma non la spesa sociale”.

 

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