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A Marconia venerdì raccolta firme contro le trivelle nel mar Jonio

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca

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Venerdì 30 Agosto 2013  dalle ore 18.00 alle ore 22.00, la Lista dei Cittadini ed  il Movimento No Triv Jonio, saranno presenti in Piazza Elettra a Marconia, per procedere alla raccolta firme contro le Trivelle nel mar Jonio.

“Per capire il grande inganno del petrolio bisogna aggrapparsi ai numeri” si legge in una nota della Lista dei Cittadini.

“Dai 25 pozzi attivi in Val d’Agri, la Basilicata estrae l’80% della produzione petrolifera italiana,  ossia il 5-6% del fabbisogno nazionale.

Le trivelle continuano a pompare una ricchezza che non sfiora gli oltre tremila giovani che ogni anno lasciano la Basilicata.

E loro vanno via dalla regione più povera d’Italia, dove il 31,6% di chi ha dai 15 ai 34 anni non ha uno straccio di lavoro, e più del 28% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà.

L’illusione di un improvviso benessere si chiama royalty, la quota che le compagnie pagano allo Stato italiano per lo sfruttamento dei pozzi.

Nel 2010, anno d’oro per l’Eni, la quota destinata alla regione e ai comuni lucani, è stata di 110 milioni.

Pochissima cosa rispetto a quella che qui chiamano la “royalty camuffata”, quel 42% di tasse che lo Stato impone alle compagnie petrolifere.

Ma è come sono stati spesi i 33 miliardi del Fondo Benzina, ad indignare i lucani. Gli adoratori ottimisti del “totem petrolio”, calcolano che per il prossimo decennio saranno almeno 6 i miliardi di royalties che piomberanno su queste terre.

Poiché i giacimenti possono essere sfruttati per 20-30 anni, e in Val d’Agri siamo alla metà del ciclo, quando i pozzi chiuderanno cosa faremo?

Al centro i problemi della tutela ambientale e della salute: allarmano le emissioni e le fuoriuscite di greggio.

Bisogna ricontrattare tutto con lo Stato e le multinazionali e soprattutto con gli esistenti movimenti di lotta.

Durante la serata i cittadini saranno invitati a firmare online sul sito IlFattoQuotidiano.it, la petizione contro la riforma  presidenziale finalizzata a fermare la procedura di modifica della Carta messa in opera dalla maggioranza delle larghe intese, che affossa l’articolo 138, umilia i parlamentari e tiene all’oscuro l’opinione pubblica”.

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