Policoro: A Papa Francesco l’ampolla delle acque dell’Agri

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E’ stata consegnata dall’amministrazione comunale di Policoro, da Don Salvatore, Don Nicola e Don Pino Conforti,  durante l’udienza del 29 maggio,  a Papa Francesco l’ampolla contente le acque di una delle 700 sorgenti del fiume Agri accompagnata da una lettera del comitato cittadino di Noscorie Trisaia nella quale il comitato spiega come le nostre risorse ambientali siano di fondamentale importanza per il nostro terrritorio.

La delegazione policorese, ha preso parte con una ottantina di persone all’udienza di Papa Francesco che ha salutato come sua consuetidine da vicino i fedeli accorsi in piazza San Pietro per partecipare alla sua benedizione.

E mercoledì in piazza vi era anche il Manifesto della delegazione policorese che chiedeva a Sua Santità di dire di no alla trivelle nello Jonio.

“Un esperienza indimenticabile – hanno dichiarato gli amministratori policoresei che hanno preso parte all’udienza – Papa Francesco ha davvero qualcosa di straordinario che riesce a trasmettere ai fedeli solo con un semplice saluto. Un’esperienza che tutti dovrebbero fare perchè ti lascia dentro qualcosa di indescrivibile”

La delegazione è rientrata a Policoro in serata.

Di seguito la lettere consegnata al Papa:

“Papa Francesco

Le scriviamo dalla Basilicata, una terra antica che sui suoi mari ha visto nascere la Magna Grecia, culla di cultura della civiltà moderna. Ci rivolgiamo alla Sua persona per chiederLe di aiutarci a difendere il tesoro di questa terra che appartiene a tutta l’umanità. Stiamo parlando dell’acqua della Basilicata, messa in serio pericolo dalle trivellazioni petrolifere, oggetto di business privati che non risolveranno nemmeno il problema dell’energia, il petrolio lucano soddisfa appena il 6% del fabbisogno nazionale ed è a termine.

Società private estraggono poco petrolio e di bassa qualità solo perché le leggi nazionali ne favoriscono le estrazioni in termini di vantaggi economici (royalites più basse del mondo e franchigie sull’estratto) e regole ambientali inesistenti (si trivella ovunque, vicino a fiumi, laghi, centri abitati e persino ospedali). I bacini idrici, le sorgenti dei fiumi lucani dissetano invece due regioni, la Basilicata e la Puglia per circa tre milioni di abitanti, un’agricoltura fiorente e un’industria che senza acqua non potrebbe esistere in nessun luogo della terra.

 Dopo la terra e le poche sorgenti rimaste, le società petrolifere con i piani del governo italiano, delle multinazionali del petrolio e anche di piccole società a responsabilità limitata vogliono trivellare il mar Jonio, immenso dono di Dio, dove la storia ha lasciato il segno in un immenso patrimonio archeologico unico al mondo come quello di Roma e dove la matematica, la filosofia, , la geometria trovò i loro padri in Pitagora, Platone, Euclide.

La nostra acqua e il nostro mare possono continuare a dare ricchezza alle nostre popolazioni cosi com’è stato da generazioni. Trivellando ulteriormente altra terra e i luoghi dove si ricaricano le sorgenti dei principali fiumi lucani per estrarre petrolio si distruggeranno definitivamente le nostre sorgenti e il futuro di tante generazioni sarà segnato per sempre. L’inquinamento delle acque in particolare quelle del lago del Pertusillo è già ben evidente, nei sedimenti del lago si trovano idrocarburi e metalli pesanti, sostanze chimiche che Lei conosce bene e che non fanno bene alla vita.

I poveri continueranno a rimanere poveri essendo privati dei beni del creato distrutti definitivamente da un business dal tempo limitato e da profitti che inquinano i cuori  e le menti. Le politiche legate al petrolio hanno fatto diventare con le estrazioni petrolifere una regione ricca di frutti della terra e di una natura incontaminata nella regione più povera d’Italia (dati Istat 2011.)

Le chiediamo di difendere l’acqua e il mare quale materia viva che Nostro Signore ha creato per dare  vita e sostentamento alle creature della terra e ai figli della Basilicata. Quale tesoro che i popoli devono custodire per dispensarne a tutti quale patrimonio dell’umanità.

Il parroco di Policoro Antonio Mauri si è già schierato con la comunità per la difesa del bene acqua dalle trivellazioni.

Per questo motivo, Le inviamo in dono per mano del sindaco della comunità di Policoro Rocco Leone, l’acqua di una delle 700 sorgenti del fiume Agri, uno dei cinque fiumi più importanti della Basilicata, che nasce nell’Appennino lucano, alimenta il lago idropotabile del Pertusillo , percorre  tutta la regione e sfocia nel Mar Jonio proprio a Policoro. Un fiume, dove insistono purtroppo ulteriori trivellazioni petrolifere in prossimità di sorgenti e bacini di ricarica .Vogliamo continuare a essere custodi della creazione e del disegno di Dio iscritto nella natura, ma per farlo  dobbiamo  tutelare il bene primario per eccellenza e la materia viva su cui è fondato, qual’ è l’acqua.

Le chiediamo una Sua pregheria e un Suo impegno a fianco del nostro parroco e al popolo della Basilicata per difendere l’acqua (bene comune) per la crescita e la sopravvivenza dei lucani e dei pugliesi, a cui Dio ha tanto donato. La invitiamo a venire nella nostra splendida terra di Basilicata.”

Policoro 27/05/2013

Noscorie Trisaia

Comitato cittadino

Il portavoce 

Felice Santarcangelo

 

 

 

 

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