Matera: arrestato con quattro chili di hascisc

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca


Ancora un’operazione della Polizia di Stato in provincia di Matera per contrastare la diffusione delle sostanze stupefacenti, soprattutto tra le più giovani generazioni.
Dopo “Rabbit Hole”, conclusasi lunedì scorso, che ha sgominato un’organizzazione di pusher operanti nel Metapontino, e in particolare tra Policoro e Pisticci, adesso è la volta di “4 – 2 – 4”, numero che sembra richiamare il mondo del calcio ma in realtà indica la somma dei quantitativi di hascisc sequestrati dalla Polizia nel territorio materano nelle ultime tre settimane, in altrettante operazioni.
L’ultima in ordine di tempo, portata avanti dalla Squadra Mobile di Matera, si è conclusa la scorsa notte con l’arresto di Giovanni Padula, trentanove anni, residente nella Città dei Sassi, disoccupato.
L’uomo è stato intercettato dalla Polizia mentre, a bordo della sua Madza, percorreva l’autostrada A14 in direzione Taranto.
Quando Padula ha lasciato l’autostrada al casello di Gioia del Colle per prendere una provinciale in direzione Matera, gli agenti lo hanno seguito e bloccato alla periferia della città dei Sassi.
Durante i controlli all’interno della vettura, sotto un passeggino, la Polizia ha rinvenuto quaranta panetti di hascisc, per un totale di quattro chili che avrebbero portato al confezionamento di settemila dosi, capaci di fruttare circa ottantamila euro.
Nella successiva perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto altri quantitativi di hascisc e il materiale occorrente per la preparazione delle dosi.
Padula è stato trasferito nel carcere di Matera, con le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, a disposizione del pm Alessandra Susca.
Con questa operazione salgono a dieci i chili di sostanze stupefacenti sequestrate dalla Polizia negli ultimi venti giorni, per un valore di circa duecento mila euro.
Un dato che testimonia l’aumento del consumo di stupefacenti nel Materano ma anche la costante attenzione delle forze dell’Ordine nel lottare contro un fenomeno dagli effetti devastanti soprattutto tra i giovanissimi.
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