Maltempo: sul GU la dichiarazione dello stato di emergenza per la Basilicata

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca



E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.66 del 22 marzo 2011, il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 10 marzo scorso, relativamente alla “dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio della regione Basilicata nel periodo fra il 18 febbraio e il primo marzo”.

Un provvedimento resosi necessario per l’eccezionalità dell’evento calamitoso, che ha messo in ginocchio un’intera regione e soprattutto il Metapontino, l’area più importante a livello turistico e agricolo.
Infatti il decreto ricorda brevemente i danni subiti dal territorio, con “l’esondazione di corsi d’acqua, allagamenti, mareggiate e movimenti
franosi”, i “danni alle infrastrutture viarie e ferroviarie ed agli edifici pubblici e privati, nonchè danni alle attività produttive, determinando una grave situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumità”.
Una condizione che, come si legge nella Gazzetta Ufficiale, “non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari”, pertanto è necessario il ricorso a “mezzi e poteri straordinari”, strumenti necessari per venire incontro alle esigenze di una vasta area flagellata dall’alluvione.
Lo stato d’emergenza non interessa solo i danni provocati dalle torrenziali piogge del primo marzo ma anche quelli del 18 febbraio scorso, che già avevano messo a dura prova il comparto agricolo metapontino, con l’esondazione di Agri e Basento e la compromissione di molte colture pregiate, come quella della fragola.
Intanto anche la Regione Puglia ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza, sempre relativamente all’alluvione del primo marzo scorso, che ha colpito in maniera particolare l’arco jonico tarantino, tra Ginosa e Castellaneta Marina.
Soprattutto nel centro tarantino al confine con la Basilicata, i danni ammonterebbero a circa 50 milioni di euro, dei quali 39 necessari al ripristino di abitazioni private e di insediamenti produttivi e turistici.
Per fronteggiare l’emergenza l’amministrazione comunale ha dovuto emettere numerosissime ordinanze di sgombero e sistemare numerosi nuclei familiari in strutture ricettive private.
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