Botta e risposta tra Comitato ospedale Tinchi e Azienda Sanitaria Matera sull’apertura della nuova dialisi

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Dialisi Tinchi

Nuovo botta e risposta tra il Comitato in difesa dell’ospedale di Tinchi e l’Azienda Sanitaria di Matera sul reparto Dialisi del nosocomio pisticcese.

“I lavori per il nuovo Centro Dialisi sono ultimati da pochi giorni, l’iter relativo alla costruzione è completo – fanno sapere dal Comitato attraverso una nota stampa –  A Marzo accompagnati dai dirigenti di Spindial, abbiamo potuto constatare lo stato dei lavori di realizzazione del progetto. In quella occasione, allo scopo di rispettare i tempi di consegna previsti dal cronoprogramma (dialisi operativa entro 400 giorni dalla sottoscrizione del contratto di appalto, entro e non oltre il 17 marzo c.a.) il Direttore della gestione Tecnica della Asm (Responsabile Unico del Procedimento) dell’appalto, precisava, che in quel momento i lavori avevano consentito di rimodulare alcuni elementi per migliorare la progettazione tecnica dell’opera, e che a fronte di tali compiti, era stato necessario allungare i tempi con qualche ritardo, e che il centro, si ipotizzava, poteva essere consegnato anche nel mese di Aprile c.a.

Nel premettere che si trattava di una questione squisitamente tecnica dell’opera, che non vogliamo entrare nel merito, nel frattempo sono trascorsi altri mesi: Aprile, Maggio, Giugno. Perchè i tempi si sono allunganti in questo modo? E non solo, oggi, pare che i tempi si allungano ancora per l’iter burocratico, (documenti fine lavori e varie autorizzazioni con l’accreditamento finale), quindi, fra non molto passerà anche luglio, poi Agosto con gli uffici che chiudono per la pausa estiva, e così probabilmente, forse, per l’apertura ufficiale se ne parlerà a Settembre-Ottobre. A quanto pare l’Asm non sta facilitando l’apertura del nuovo servizio.

I pazienti di Tinchi quando potranno dializzare nella nuova struttura?

Il Comitato vuole rappresentare con vigore la volontà di seguire con estrema attenzione il processo di attivazione sia per vigilare sul servizio (un servizio che tutt’ora, con i lavori in corso di abbattimento e adeguamento della struttura potrebbe avere qualche disagio in più) sia per intervenire tempestivamente allo scopo di superare eventuali ostacoli e imprevisti che dovessero insorgere.

Per quanto si era preventivato, per concludere tempestivamente l’iter burocratico, alla direzione generale della ASM chiediamo efficienza e accelerazione nelle procedure, di adottare quanto prima misure tempestive e puntuali nelle procedure di avvio del servizio.

In merito alle motivazioni che hanno generato questo ritardo, dal Direttore della Gestione Tecnica (Rup), così come dal Direttore Generale della ASM, il Comitato Difesa Ospedale pretende delle risposte.

Si prevede un’estate calda. Il comitato non va in ferie”.

Sui ritardi dell’apertura è arrivata la risposta dell’Azienda Sanitaria materana, sempre attraverso un comunicato.

“Ancora una non verità – scrivono dalla Asm – Si appalta in project financing la costruzione della nuova supermoderna dialisi a Tinchi: bando e aggiudicazione in tempi record. Controlla a tappeto i lavori dell’impresa aggiudicataria. La dialisi viene completata come da programma. Ma ieri, tuttavia, incredibilmente, il comitato di difesa dell’ospedale di Tinchi si è letteralmente inventato un nuovo problema, uno ad hoc: i tempi di autorizzazione e accreditamento della dialisi. Ovviamente (ci mancherebbe altro), senza un accenno alle procedure dettate dalla legge regionale n. 28 del 2000, che regolamenta il sistema di autorizzazioni e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e  private, precondizioni tassative per avviare qualunque attività medica.

Vediamo come funziona:
– completati i lavori ed ottenuti i collaudi statico e tecnico amministrativo, il soggetto gestore (la Spindial) può presentare alla Regione Basilicata domanda di autorizzazione all’esercizio della dialisi.
– le apposite strutture regionali procedono nei termini previsti dalla legge alle verifiche e alla successiva emissione del provvedimento autorizzativo.

E’ ciò che sta avvenendo.
Forse si dimentica che la dialisi di Tinchi è una struttura modernissima, che richiede controlli e verifiche complesse necessarie a garantire ai pazienti che le prestazioni di dialisi rispettino standard di altissima qualità e sicurezza.
Non esiste perciò un allungamento dei tempi: è la legge regionale a dettarli. Del resto, come si può ragionevolmente pensare che la commissione di verifica della regione Basilicata possa effettuare controlli su una struttura sanitaria se questa non viene prima completata nel rispetto di tutte le procedure? È evidente, perciò, che l’avvio dell’iter di autorizzazione per l’accreditamento non poteva partire prima della costruzione della dialisi. Basta la logica.
Stupisce, tuttavia, come il Comitato possa lanciarsi in un’accusa tanto infondata, parlando di un ritardo tecnicamente inesistente, senza citare (ed è grave ) la legge regionale 28 del 2000 o non conoscendola affatto (e sarebbe ancor più preoccupante). La Asm e la Regione Basilicata hanno rispettato tutti gli impegni assunti: finanziamento dell’opera (promessa mantenuta dal Presidente Pittella durante gli incontri con le comunità locali), appalto rapidissimo dei lavori, realizzazione da guinness dei primati dell’opera. Non potendo contestare altro ci si appiglia al nulla. Davvero stupefacente.

Le attività di dialisi, appena ottenuto l’accreditamento e l’autorizzazione (le cui procedure sono già state avviate dall’impresa concessionaria), partiranno un minuto dopo il taglio del nastro”.

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