Bernalda: due indagati per la neonata morta

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca

Ci sarebbero due indagati per la morte della piccola Iris, la neonata di Bernalda deceduta lunedì mattina all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dopo un trasferimento d’urgenza dall’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, dove era nata poche ore prima.
Si tratterebbe del medico che ha curato il parto e dell’ostetrica dell’ospedale materano, indagati per omicidio colposo dalla Procura della Repubblica di Matera.
Le indagini sono affidate al sostituto procuratore Annunziata Cazzetta e sono partite dopo la denuncia dei genitori di Iris, una giovane coppia di Bernalda.
Intanto, mercoledì mattina si è svolta l’autopsia sul corpicino della neonata, eseguita dal professor Gianfranco Divella, dell’Università di Bari.
Il medico ha chiesto sessanta giorni per consegnare la relazione medico legale e dissipare tutti i dubbi sulla morte di una bambina di appena un giorno di vita.
Intanto l’Azienda Sanitaria di Matera è intervenuta sulla vicenda con un comunicato stampa, rendendo noto che, “come da prassi aziendale ormai consolidata, è stata avviata un’indagine interna per verificare la correttezza del percorso clinico diagnostico seguito dagli operatori ed individuare le ragioni del decesso.
Dalle prime risultanze dell’indagine preliminare – continua la nota dell’Asm – è emerso che, nel caso specifico, rispetto anche ad altri eventi recenti, non sono state rilevate violazioni di procedure assistenziali e organizzative.
L’Azienda – conclude il comunicato – ha tutto l’interesse a comprendere quanto accaduto in una struttura, quale l’Unità Ospedaliera di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Matera, che vanta circa 1200 parti all’anno con un indice di parti cesarei ben al di sotto della media nazionale e regionale.
Comunque l’indagine interna avviata e i risultati degli esami disposti dal magistrato competente potranno definire meglio quanto accaduto, determinando l’adozione di eventuali provvedimenti di competenza di questa Azienda”.
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