A Rotondella intesa tra i comuni lucani e Italia Lavoro

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Creare un “Luogo di incontro virtuale” per un rapporto dinamico tra i soggetti e potenziare la capacità di programmazione e attuazione delle politiche attive del lavoro da parte delle istituzioni.

Il Programma Pon “Governance Regionale e Sviluppo dei Servizi per il Lavoro” di ItaliaLavoro (Agenzia tecnica del Ministero e delle Politiche Sociali), consistente  nell“Offerta di servizi di assistenza tecnica agli operatori del mercato del lavoro”, è stato presentato a Rotondella, Comune che ha aderito all’iniziativa in considerazione del ruolo che gli amministratori locali rivestono in quanto soggetti fondamentali nel recepire istanze e richieste provenienti dalla propria comunità.

Comuni con una funzione importante sia nella diffusione di informazioni e sia nell’acquisizione dei dati relativi ai bisogni occupazionali dalla comunità amministrata senza però, per questo, sostituirsi ad altri soggetti, i quali sono tanti e diversi, all’origine -troppo spesso- dell’enorme confusione che regna nel “mercato del lavoro”.

Un progetto, quello di ItaliaLavoro, che tiene conto di tutti i soggetti facenti parte di quella che è un’autentica “filiera” e che prevede il consolidamento del ruolo dei Comuni e l’implementazione di una serie di servizi per i cittadini, per le imprese e per il territorio, generando un momento importante di intermediazione, senza dimenticare l’esistenza di tanti e diversi altri strumenti di programmazione attraverso i quali si opera in tale senso.

Il particolare e delicato momento che il nostro Paese sta vivendo, lascia capire l’importanza che questi strumenti possono avere sia per i giovani che per i soggetti svantaggiati, i quali sono i primi fruitori di quei servizi di “welfare locale”.

Comuni che si organizzano anche per fornire risposte possibili, certamente non definitive (i voucher circa i lavori accessori ne sono un esempio) e di promuovere, inoltre, alcune delle opportunità che Italia-Lavoro ha messo in campo di recente, senza dimenticare di  ristabilire, in ambito territoriale, l’incontro tra azienda e scuola.

Vanno segnalati, infatti, il progetto specifico Amva circa l’apprendistato (oltre 24mila i giovani assunti in Italia), le Botteghe di Mestiere con 2mila le imprese ed i laboratori artigianali coinvolti, mentre altre 3mila aziende sono coinvolte nel progetto “Lavoro & Sviluppo” (interessa alcune delle regioni meridionali) e 2mila quelle che hanno aderito a Loa (intervento, questo, che riguarda il lavoro accessorio, di brevissima durata).

L’ente locale, può giocare -quindi- un ruolo di primo piano nel sollecitare questi incontri, soprattutto in presenza -sul proprio territorio- di soggetti di elevata consistenza imprenditoriale, o di indubbio livello qualitativo per le attività che svolgono.

è il caso di Rotondella con la presenza, sul suo territorio, di Sogin che si occupa di dismissione dell’impianto nucleare Itrec, del centro di ricerca Enea (che opera con personale dimezzato rispetto a qualche lustro fa) e dell’Ipsia (ad indirizzo chimico) senza dimenticare le aziende di trasformazione di prodotti ortofrutticoli nell’area della sottostante piana jonica e di altri soggetti legati altro legato all’agro-alimentare.

Su questo specifico versante c’è, da tempo, l’interesse dell’Amministrazione comunale rotondellese.

Il sindaco Francomano, ha sottolineato, in più occasioni, l’importanza del rapporto che dovrà essere stabilito tra i diversi soggetti affinché, per i giovani dell’Ipsia il lavoro non diventi, al termine del loro percorso di studi, una chimera.

Alla presentazione rotondellese, ed al conseguente dibattito, sono intervenuti, oltre al sindaco del centro jonico, dirigenti e responsabili di settore di ItaliaLavoro: Cosimo Prisciano (Macroarea Sud Adriatica), Maurizio Croce (Coordinatore operativo Network Operatori Mercato del lavoro), Enrico Sodano (Programmazione e marketing) e Rosa Gentile in qualità di vice-presidente nazionale della Confartigianato.

L’interessante discussione finale ha evidenziato che alcuni progetti di ItaliaLavoro, diventano meno appetibili nella nostra realtà regionale in quanto, la Regione Basilicata, rende economicamente più interessanti, anche per la disponibilità di risorse molto più congrue, alcuni interventi similari che, troppo spesso, non lasciano traccia alcuna evidenziando il profondo non-legame tra gli stessi ed il territorio, senza dimenticare -infatti- che oggi i giovani vivono assistiti (a volte sino all’età adulta) da una sorta di “welfare familiare” e che ciò non risulta essere di buon auspicio per cogliere opportunità lavorative ed occasioni di crescita professionale che pure esistono, anche qui nel Mezzogiorno.

Richiesta, infine, una più diretta partecipazione nella programmazione degli interventi, dei soggetti portatori di interessi collettivi quali, appunto, le associazioni di categoria.

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